Laboratorio dell'immaginario

 

“’U Zafarano”

 

Tanto tempo fa a Senise, piccolo paese del Parco Nazionale del Pollino, viveva un contadino, con moglie e tre bambini.

Questa famiglia era molto povera, possedeva solo un piccolo campo e una zappa. Il contadino si affaticava molto nel coltivare il campicello, ma  era disperato perché non riusciva ad avere un raccolto abbondante per sfamare la sua famiglia.

Un giorno disperato si allontanò dalla famiglia, piangendo si inoltrò in un boschetto e incontrò un omino con le orecchie pelose e a punta. Era proprio strano! Aveva un cappuccio sul quale era scritto: “Zafarano Rosso”. Il contadino all’inizio ebbe paura ma poi si fece coraggio e chiese:-Chi sei? Cosa fai qui tutto solo? Questi rispose:- Perché stai piangendo? Io sono uno gnomo e, se vuoi, potrò aiutarti”.

Il contadino in lacrime gli raccontò tutta la sua storia. Disse lo gnomo:- Io ti aiuterò. Prendi questo piccolo seme e piantalo nel tuo campicello. Abbine cura e ricorda bene: molta cura gli  dovrai dare e sempre attento dovrai stare! Dai suoi fiori “Oro Rosso”  avrai  e in tutto il mondo lo porterai!”. Il contadino ringraziò lo gnomo e ritornò a casa.

Giunse nel campo, subito piantò il seme ma continuava ad essere preoccupato per i figli che avevano fame.

Dopo un po’ di tempo, nel campo spuntò una bella pianta che  come frutto aveva degli strani “corna di toro”di colore verde.

Meravigliato chiamò tutta la sua famiglia e di comune accordo decisero di chiamarli “Zafarani”, proprio come lo gnomo.

La moglie  li raccolse  e trovò tanti modi per cucinarli, ma quelli che piacevano ai figlioli erano quelli fritti e quelli con le uova.

Il giorno dopo il contadino si stupì nel vedere la pianta nuovamente ricolma di “zafarani”ma questa volta erano tutti rossi. Erano talmente tanti che li regalò ai vicini di casa e agli amici dei paesi vicini. La raccolta era sempre molto abbondante che dovette trovare in fretta una soluzione per non farli marcire. La moglie pensò di farli essiccare per poi ricavarne una polvere da utilizzare nelle salsicce, nei salami, nelle frittelle e ovunque la si vuole gustare.

Da quel giorno la famiglia diventò felice e grazie allo gnomo i “zafarani” si sparsero in tutto il mondo.

   

 

   

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