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Viggiano sorse a valle, a pochi
chilometri di distanza dalla città di Grumentum, come villa di una famiglia
gentilizia romana: si trasformò poi in “pagus”, i cui abitanti nel secolo
X, per sottrarsi alle incursioni dei Saraceni, si rifugiarono sulla corona
montana, creando nell’attuale sito un insediamento abitativo. Poche ma certe le tracce dell’influsso che Bizantini e Basiliani esercitarono in epoca medievale: la chiesetta rupestre di S. Maria “La Preta” sul torrente Casale e la scultura lignea della Madonna nera.
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Nel XVI secolo vennero
edificate la cappella sul Sacro Monte e la Chiesa di S. Pietro Apostolo, mentre
fioriva il convento di S. Maria del Gesù, fondato dai francescani nel 1475.
Quest’ultimo, dal 1873 fu
sede della Scuola tecnica e Ginnasio comunali, che ebbe l’onore di ospitare
nel 1884, quale membro della commissione d’esami,
Giovanni Pascoli. Il poeta
romagnolo in quel periodo insegnava nel Liceo di Matera e rimase molto
positivamente impressionato da Viggiano, tanto da scrivere all’amico Carducci
“ Il paese non è grande, ma nemmeno piccolo, l’aria ottima, pittoreschi i
dintorni, le rovine di Grumentum a pochi passi, arpeggiamenti per tutto che
fanno di Viggiano l’Antissa della Lucania” Nei secoli XVII e XVIII
Viggiano fu un paese prospero e produttivo; si affermò l’artigianato, in
particolare quello del legno (costruzione di strumenti musicali), e si diffuse
la fama del
viggianese “musicante”
, la cui temporanea migrazione
contribuì notevolmente al progresso economico e civile della comunità che,
dopo l’unificazione d’Italia, divenne uno dei centri culturalmente più
vivaci della Basilicata.
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Purtroppo, il 12 dicembre del
1857 un avvenimento catastrofico si abbattè sul paese e su molti altri della
valle: un terremoto che provocò la morte di circa ottocento persone, la
distruzione di gran parte dell’abitato e lo spopolamento dovuto
all’emigrazione. Altro avvenimento di rilievo fu nel 1892 l’incoronazione della statua della Madonna, eletta regina e patrona della Lucania. |
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