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“PROGETTO MUSEO DELLE TRADIZIONI LOCALI - Un’esperienza didattico – educativa tra ricerca documentaria, allestimento museografico, divulgazione multimediale e digitale” è una pubblicazione interamente realizzata nell’Istituto comprensivo di Viggiano, (curata dal prof. Enzo Vinicio ALLIEGRO, testi di Maria Letizia PELUSO, Cristina CERRATO, Giuseppina DE MARCO, Maria PUTRUCCELLI, Antonietta DI PIERRO, Santina SCALDAFERRI) che racconta la realizzazione di un progetto, nato nell’anno scolastico 2000-2001 quando l’amministrazione comunale propose alla scuola di contribuire alla progettazione ed alla realizzazione di un museo delle tradizioni locali. Da allora sono trascorsi quattro anni, durante i quali sono stati realizzati innumerevoli percorsi didattici, differenziati per ordine di scuola, che hanno condotto all’allestimento del “Museo delle tradizioni locali” ed hanno dato concretezza a innumerevoli prodotti cartacei e multimediali. In un primo momento l’idea di contribuire ad allestire un museo fu accolta con entusiasmo, ma senza la piena consapevolezza degli scenari di conoscenza che avrebbero potuto aprirsi per gli alunni. Fu solo in un secondo momento che l’analisi attenta del materiale di cui avremmo potuto disporre, ci indicò la strada da seguire per organizzare uno schema fattibile grazie al quale iniziammo a definire le finalità e gli obiettivi da perseguire. Obiettivi, innanzitutto, educativi che non avrebbero mai dovuto prescindere da quelli fissati nel Piano dell’Offerta formativa e nelle programmazioni di plesso, in quanto erano le scelte fondamentali, condivise ed approvate da tutti i docenti dell’Istituto e dalle famiglie degli alunni. |
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L’altro punto fermo doveva essere il coinvolgimento diretto dei bambini e dei ragazzi nella realizzazione del progetto e per fare questo bisognava avviare attività stimolanti, in grado di avvicinarli alla storia ed alle tradizioni locali, di suscitare anche un po’ di orgoglio per un passato ricco di valori e di avvenimenti dimenticati. Il momento più entusiasmante, tuttavia è stato, senza alcun dubbio, quello del reperimento degli oggetti da esporre nelle sale del museo e immaginare un percorso espositivo che conciliasse i bisogni didattici con un allestimento degno di essere mostrato anche ad altri. Fu così che le esperienze precedentemente condotte nella ricerca sulle tradizioni ci vennero incontro. Già nel passato, difatti, avevamo tentato ripetutamente, e sempre con successo, di allestire mostre e ricostruzioni di ambienti tradizionali, attraverso drammatizzazioni, realizzazione di filmati, laboratori di danza e canto popolare, ora si trattava solo di mettere tutto insieme e di coinvolgere le scolaresche in nuovi e più interessanti itinerari di apprendimento. Una delle prerogative della nostra professione è quella di doversi continuamente mettere in discussione, di aggiornare i metodi in virtù del ricambio degli alunni, del succedersi di generazioni che portano il loro bagaglio di esperienze, i loro interessi, che per apprendere devono poter utilizzare in pieno le proprie potenzialità. Pertanto, ogni volta che si cerca di avviare qualcosa di nuovo, bisogna tenerne conto e rimodellare anche le convinzioni più consolidate. E fu proprio considerando tutto questo che, nell’ambito del gruppo di progettazione, decidemmo la scansione annuale degli argomenti da trattare, individuammo i settori dell’indagine e distribuimmo le attività da svolgere in un triennio, poi, di volta in volta, sarebbero state organizzate le attività specifiche ed ogni ordine di scuola avrebbe privilegiato le modalità di approccio agli argomenti nella maniera più adatta all’età dei bambini: dai piccoli della scuola dell’infanzia a quelli più grandi della scuola elementare e della scuola media. Ciascun ordine di scuola, inoltre, avrebbe inserito il lavoro nel normale curricolo, sfruttando la presenza di laboratori già attivi e le attrezzature in possesso dell’istituto; al di fuori della normale attività sarebbero state realizzate soltanto le escursioni e le uscite per il reperimento degli oggetti. |
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Questi ultimi sono stati i momenti che hanno coinvolto in maniera più diretta i bambini, soprattutto, quando si è riusciti a far loro rivivere in prima persona momenti del passato. Cito ad esempio le visite alle masserie o alle aziende agricole ancora in attività o quando i bambini della scuola materna hanno allestito il “set” per fare le foto in costume o hanno ascoltato il racconto di nonni e bisnonni, quando quelli della scuola elementare hanno visto fare il pane in una maniera molto diversa da come immaginavano e potrei dire ancora molto in proposito…Le riflessioni e la successiva organizzazione e sistemazione delle esperienze vissute, però, non hanno avuto minore rilievo al fine del raggiungimento delle mete fissate. Ne sono testimonianza viva i prodotti realizzati: le mostre fotografiche, la raccolta di proverbi e modi di dire, il giornalino, il cd rom, l’opuscolo sui giochi dimenticati, le videocassette, i cartelloni, i plastici…che occupano un’intera sala del museo, quella che abbiamo chiamato “la sala dell’impertinenza”, poichè sembra poco coerente ad un allestimento museale, ma per noi è il segno tangibile del lavoro svolto dalla scuola che desideriamo non venga mai dimenticato. |
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Fin qui la sintesi dei contenuti della pubblicazione che nella sua struttura ricalca la scansione cronologica dell’intera esperienza, ne ripercorre i momenti più salienti, mette in risalto i risultati ottenuti ed evidenzia le ragioni per cui alcune mete non sono state raggiunte pienamente, raccoglie il materiale prodotto in quattro anni di attività e cerca di valorizzarlo anche attraverso una ricca documentazione fotografica, riferita sia ai momenti dell’attività didattica che al materiale reperito per l’esposizione. Il secondo capitolo è interamente dedicato all’attività condotta nelle tre scuole. Vi si sottolinea la maniera in cui sono stati perseguiti obiettivi comuni, attraverso metodologie diverse, in quanto adeguate all’ordine di scuola ed all’età degli alunni partecipanti. Il terzo capitolo, oltre a descrivere il museo, costituisce la raccolta di venticinque schede descrittive degli oggetti più significativi conservati nel museo con notizie sull’uso, la funzione, il contesto in cui venivano adoperati e quello in cui sono stati rinvenuti. L’intero quarto capitolo è invece dedicato agli esiti del progetto: la videocassetta realizzata dalla scuola materna, il giornalino della scuola elementare, il cd rom e l’opuscolo realizzati dalla scuola media, il sito internet.
Il lavoro è stato possibile solo grazie all’entusiasmo e alle competenze di un gruppo di insegnanti che hanno voluto mettere a frutto le proprie idee, l’interesse e l’amore per il proprio paese in qualcosa che potesse testimoniare, anche in futuro, la presenza attiva della scuola ed il suo ruolo fondamentale nello scenario culturale della nostra comunità.
Il libro può essere richiesto alla casa editrice Ermes.
Per approfondimenti sull’esperienza e sulla pubblicazione si può consultare il sito http://web.tiscali.it/museo_viggiano/ |
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